Maledetta centrale geotermica…

La (nota) vicenda del progetto relativo alla costruzione di una centrale geotermica a Ischia è stato un argomento che mi ha molto appassionato, come è noto per chi ha avuto la bontà di seguirmi sulle pagine del mio blog. Credevo fosse superfluo sottolineare che l’unica molla che aveva spinto me e i miei amici di Ischia Forum, assieme a Ischiablog, era il tentativo di fare chiarezza, di offrire un punto di vista il più possibile obiettivo, scientificamente corretto. Ed è anche per questo che abbiamo più volte invitato le persone a dubitare degli esperti o presunti tali.

Il settore della ricerca nell’ambito delle scienze della terra è relativamente ristretto e ognuno dei suoi docenti e ricercatori conosce bene non solo il lavoro fatto dagli altri, ma anche, e soprattutto, la validità della altrui produzione scientifica. Un ricercatore che si è sempre occupato di sedimentologia, per esempio, dovrebbe avere, e molto spesso è così, l’onestà intellettuale di dire “Signor giornalista, signor sindaco, signor assessore, la ringrazio per essersi rivolto a me per un consulto ma la geotermia non é una materia che ho approfondito nel corso della mia carriera”. Questa premessa io l’avevo fatta, pur non avendo ricevuto alcuna richiesta in tal senso. D’altronde, chi è mai questo Bartolo Garofalo? Che fa? Da dove arriva? “A chi appartiene?”. Chi sono e cosa faccio lo si può leggere su queste pagine, su Twitter e, meglio ancora, su LinkedIn (per chi mastica un po’ di inglese). In questa sede basti ricordare che mi sono laureato in geologia a Napoli 16 anni fa e che 12 anni fa ho conseguito, sempre a Napoli, un PhD in Geofisica e Vulcanologia.

 

In tutti questi anni ho avuto la fortuna di incontrare tante persone esperte nel loro campo ed intellettualmente oneste. Ed è ad alcuni di loro che mi sono rivolto per capirne io stesso qualcosa in più sull’argomento. Anche l’aspetto normativo di questo progetto era per me un vero rebus. E pure ho cercato di spiegarlo a me stesso prima di provare a spiegarlo agli altri.

 

Soltanto alla fine di questo percorso sono stato in grado di comprendere che iniziative basate su una approssimativa conoscenza del progetto e di tutti gli aspetti relativi sono state portate avanti dai sindaci, da associazioni, da gruppi di persone volenterose di salvaguardare il territorio isolano, già martoriato da decenni di inesistente manutenzione.

 

Molti ischitani hanno una mentalità complessa, per usare un eufemismo. Ecco il testo di uno dei commenti a me riservato: “Si criticano i tuttologi? Peggio è chi si autoreferenzia ed è asservito o economicamente o ideologicamente!”. Secondo questo signore, che per inciso non si firma, io farei tutto questo perché chissà cosa mi hanno promesso quelli di IschiaGeotermia (non ho mai avuto il piacere di incontrare alcun referente di quella società, vale la pena sottolinearlo). Secondo questo signore, inoltre, io non avrei alcuna competenza per confutare le tesi di docenti universitari o di ricercatori. Come spiegare a questo signore, e ad altri come lui, che un docente universitario o un ricercatore che non ha mai avuto niente a che fare con la geotermia in tutta la sua carriera possa sì avere una legittima opinione ma non per questo tale opinione sia da prendere come un dogma? Come spiegare, d’altro canto, che un progetto del genere non può essere basato su informazioni approssimative e che le competenze in gioco devono essere “buone e con ottimi obiettivi per il futuro” [cit.]?

 

La recentissima notizia del “carattere nazionale” attribuito alla risorsa geotermica ha aperto la strada a nuovi aspetti della discussione. Si insiste sul fatto che dovrebbero essere le amministrazioni locali a gestire questo tipo di risorsa. Ma la gestione della cosa pubblica affidata alle amministrazioni locali é stata pressappoco fallimentare, da qualsiasi punto di vista. Pensiamo, solo per fare un esempio, alle risorse idriche o minerarie che alla Regione Campania garantiscono introiti ridicoli dal pagamento dei canoni di concessione. Una risorsa geotermica come quella ischitana, capace di alimentare una centrale da 20 MW ed oltre, non può essere gestita da incompetenti. Ovviamente non è detto che a Napoli ci siano incompetenti mentre a Roma ci siano menti illuminate. Ma la storia recente ci ha insegnato che un cambiamento si è reso quanto mai necessario a livello regionale. Dubitare delle capacità dei tecnici nostrani nonché degli amministratori è, perciò, lecito e comprensibile.

 

“Ma perché questa geotermia? Non ci sono alternative migliori?” Ne ho giá discusso, per cui evito di ripetermi. Gli impianti a bassa entalpia non sono un’alternativa valida perché forniscono energia sufficiente alla climatizzazione, alla produzione di acqua calda e basta. Inoltre i costi sono ancora proibitivi, a meno che lo Stato non decida di intervenire con degli incentivi (leggi, a meno che lo Stato non si accolli l’intera spesa). “Cosa ci guadagniamo noi?” Evidentemente rispondere “un po’ di inquinamento in meno” non basta a chi, egoisticamente, pensa solo al proprio piccolissimo regno. “Rischiamo sulla pelle degli ischitani, il cui patrimonio edilizio è tutt’altro che costruito secondo norme antisismiche”. Anche di questo ne abbiamo già discusso. Forse é il caso di ricordare che i terremoti che prima o poi si registreranno a Ischia non saranno provocati da una perforazione o dalla reiniezione di acqua nel sottosuolo. Nel 1883 non c’erano centrali geotermiche ma ci furono più di 2000 morti. Magari è arrivato il momento di prendere qualche provvedimento prima che sia troppo tardi cominciando da scuole ed edifici pubblici…

 

Concludo con una considerazione del tutto personale. Negli ultimi mesi mi sono chiesto piú volte “ma chi me l’ha fatto fare?”. Chi me lo fa fare di appassionarmi cosí tanto per un qualcosa che quasi certamente non cambierá la mia vita né quella dei miei cari nell’immediato futuro? Ho avuto a che fare con persone che mi volevano querelare per alcune mie affermazioni, altri che mi accusano di perorare la causa di IschiaGeotermia in cambio di accordi sotto banco, altri che mi accusano di “giocare con la vita di 65mila persone”, manco fossi il Dottor Stranamore di Kubrickiana memoria. Ma io volevo semplicemente provare a spiegare, a chi avesse avuto la pazienza di ascoltarmi, quali sono i pro e i contro di un tale progetto senza mai perdere di vista la storia e il contesto in cui tale progetto è stato sviluppato. Mi sono trovato invece a scontrarmi con l’arroganza, la superficialità, la faciloneria con cui certi discorsi sono stati liquidati specialmente da coloro che hanno visto una minaccia al loro piccolo impero, costruito a suon di sacrifici e di compromessi. Per mia fortuna un lavoro ce l’ho giá e non ho certo bisogno di andare a bussare alla porta di alcun imprenditore o dirigente ischitano.

Non ho mai avuto la pretesa di spacciarmi come “esperto”. Sono soltanto uno che, per gli studi e per il lavoro fatto negli ultimi vent’anni, ha qualche capacità di comprendere meglio di altri determinati argomenti. Ma soprattutto sono soltanto uno abituato a farsi delle domande, a non accettare il “parere dell’esperto”.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...